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L' ACTION DELLA CHITARRA CLASSICA


Una chitarra classica non perfettamente assettata può avere ronzii, emettere strane vibrazioni, risultare faticosa e non suonare al meglio delle sue potenzialità

Più le corde sono vicine ai tasti, maggiore è la maneggevolezza e la suonabilità della tastiera, quindi è necessario abbassarle il più possibile, quasi fino al punto limite di ronzio.

Questo punto limite, oltre il quale le corde emettono fastidiose vibrazioni , è strettamente collegato alla grandezza del fuso che le corde sviluppano alla sollecitazione del tocco del chitarrista.

A sua volta la grandezza del fuso dipende da svariati fattori, tra cui la tensione e il tipo di corde, la forza e il tocco impressi dal chitarrista, il registro utilizzato, la cedevolezza della tavola armonica, le note libere di risonanza dei principali elementi della chitarra.

Esistono alcune regole generali, ma per fare una messa a punto ad hoc è opportuno considerare tutti questi fattori.

Per avere uno strumento il più possibile confortevole e funzionale  è necessario mettere a punto tre elementi: TASTIERA,  CAPOTASTO e OSSOPONTE.

TASTIERA:  Innanzitutto occorre verificare che i tasti (le diciannove barrette in metallo) siano tutti ben allineati l’uno rispetto all’altro. Se così non è, bisogna procedere alla rettifica dei tasti, abbassando quelli più sporgenti in modo da allinearli con tutti gli altri. Una volta rettificati bisogna ridargli la giusta profilatura e riportarli alla lucentezza originale.

La rettifica della tastiera deve seguire una determinata linea, può essere retta,  leggermente concava oppure avere una linea ad hoc per ogni corda in modo da assecondare il fuso che le corde sviluppano nei vari registri.

Capotasto e ossoponte sono i punti dove appoggiano le corde: alzando o abbassando questi due punti viene regolata la distanza tra le corde e i tasti.

CAPOTASTO: L’altezza delle corde al capotasto influisce in modo considerevole sulla maneggevolezza della tastiera nei primi tasti. A minore altezza corrisponde una maggiore facilità. La profondità delle sei scanalature del capotasto, diversa per ogni corda, non è fissa, ma dipende dallo spessore del primo tasto.  Per questo motivo prima di procedere alla giusta altezza del capotasto bisogna assicurarsi della corretta rettifica dei tasti.

OSSOPONTE: L’altezza dell’ossoponte determina la distanza tra le corde e la tastiera.  Come riferimento generale viene misurato lo spazio tra le corde e il dodicesimo tasto. Come detto prima non esiste una misura generale, ma dipende da ogni singolo caso. Le misure indicative possono essere comprese tra i 3,5 mm ai 4,5 mm per il mi basso e tra i 2,5 e i 3,5 per il mi cantino.  Ogni corda avrà la sua giusta altezza, che sarà più bassa per i cantini, che, per loro natura, sviluppano un fuso minore.

Oltre a determinare l’altezza delle corde, capotasto e ossoponte sono fondamentali per il suono. Il materiale, la forma, le misure contribuiscono in modo significativo alla resa sonora dello strumento. Approfondiremo questo tema in un prossimo articolo.